Home2018ReviewsTHE SEA AND CAKE: Any Day Reviews THE SEA AND CAKE: Any Day The Sea & Cake restano in tre ma proseguono nel loro percorso con la consueta classe Any Day mostra il rassicurante e confortevole piacere di suonare insieme di una band che ci accompagna da oltre due decadi Sono passati ormai più di 20 anni da quando il termine post-rock ĆØ entrato nelle case dei fruitori di musica, racchiudendo in realtĆ prodotti molto diversi tra loro, basti pensare ad esempio ai pochi punti di contatto tra Slint e Bark Psychosis, tanto per citare due dei gruppi più famosi dell’epoca. Il termine era stato coniato soprattutto per identificare la nuova ondata di gruppi inglesi che facevano capo all’etichetta Too Pure, ma andò presto ad abbracciare anche la controparte americana, divisa tra due direttrici ben precise, quella di Chicago e quella di Louisville. E se in quest’ultima era preponderante la ritmica spigolosa dei Can o la spinta motoristica dei Neu!, nella Windy City si sviluppava il jazz elettrico di Miles Davis e le convulsioni melodiche dei Faust, con una spruzzata di elettronica. La scena era estremamente vitale e comprendeva svariate collaborazioni tra musicisti, che portarono alla creazione di diversi side projects. Molti degli album registrati in quel periodo non ebbero allāepoca la meritata dimensione mediatica solo per la quasi contemporanea esplosione del movimento grunge che, almeno a livello mainstream, ne oscurò la visibilitĆ . Fortunatamente il tempo si ĆØ rivelato galantuomo e con il passare degli anni ha reso giustizia ai vari June of 44, Gastr Del Sol, Slint o Rodan, tanto per citare alcuni tra i gruppi più famosi.Ā I Tortoise sono stati uno dei gruppi più importanti di quella scena vitale, nati dalle ceneri di altre bands notevoli (Squirrel Bait, Bastro, Slint, Bitch Magnet), ma capaci di prendere varie suggestioni rock, elettroniche, dub, e farle confluire in un suono āaltroā che comprendeva anche i benefici influssi delle due scene più interessanti e creative degli anni ā70, la scena di Canterbury da una parte ed il kraut-rock dallāaltra. John McEntire ĆØ stato da sempre uno dei cardini del gruppo, non solo come motore ritmico, ma mostrando spesso le sue innegabili doti di polistrumentista. Parallelamente alla nascita dei Tortoise, McEntire ha unito le sue forze a quelle del chitarrista ArcherĀ Prewitt, del cantante Sam Prekop e del bassista Eric Claridge (questi ultimi due provenienti dagli Shrimp Boat), formando i The Sea And Cake.Ā Il nome del gruppo non ĆØ altro che una reinterpretazione volontaria di “The C in Cake”, brano di un altro gruppo cardine di quel periodo prolifico, i Gastr Del Sol di Jim O’Rourke e David Grubbs. Al contrario dei Tortoise, nei Sea and Cake ha sempre avuto un peso specifico importante non solo l’abilitĆ tecnica dei musicisti, ma soprattutto il tono distintivo della voce levigata di Prekop, anche se nel corso degli anni la band ha aumentato il peso specifico dei calibrati interventi elettronici, e delle influenze sudamericane. Dopo oltre 20 anni di carriera e 11 album alle spalle, i The Sea and Cake tornano dopo 6 anni di silenzio dal precedente Runner con un nuovo album intitolato Any Day.Ā All’apparenza nulla sembra cambiato. Come altri album del gruppo la copertina ĆØ minimale, con la foto di copertina scattata da Prekop, appassionato di fotografia da sempre, e la pubblicazione ĆØ a carico della Thrill Jockey, loro etichetta storica. In questi anni di silenzio i componenti del gruppo non sono stati certo senza nulla da fare.Ā Sam Prekop ha approfondito il suono dei sintetizzatori modulari (lo abbiamo visto fare da spalla ai Tortoise nel tour di The Catastrophist), McEntire oltre ad andare in tour con la sua band principale ĆØ stato molto attivo come produttore ed ingegnere del suono nel suo studio di registrazione, Prewitt ha lavorato moltissimo come illustratore, mentreĀ Eric Claridge non ĆØ più della partita avendo deciso di seguire altre strade. In studio sono stati raggiunti da Doug McCombs, bassista dei Tortoise (che sarĆ con loro on stage nel tour che sta per partire), dal contrabbassistaĀ Nick Macri e da Paul Von Mertens,Ā collaboratore di Brian Wilson che impreziosisce con il suo flauto la title track. Nel nuovo album trovano meno spazio i sintetizzatori, mentre spesso e volentieri ĆØ l’organo a fare da padrone, come nel gustoso controtempo dell’opener “Cover The Mountain”. Nonostante siano attivi da cosƬ tanto tempo, ĆØ bello ascoltare come i tre si divertino nel loro interplay, facendo scorrere la leggera “I Should Care” con passionale nostalgia. “Occurs” rimanda direttamente a una delle pagine migliori del loro catalogo, quella “Parasol” che impreziosiva “Nassau” nell’anno di grazia 1995. “Starling” illude con l’arpeggio acustico di apertura per svilupparsi con un lussureggiante arrangiamento. “Paper Window” ĆØ un evocativo strumentale solo accarezzato dai cori di Prekop e dal flauto di Von Mertens, mentre la bossanova di “Into Rain” ci riporta sui binari consueti del gruppo di Chicago. “Day Moon” e “Circle” mostrano un po’ la corda anche se gli arpeggi di Prewitt e il drumming fantasioso di McEntire sono sempre di altissima caratura. Alla ballata “These Falling Arms” ĆØ delegato il compito di chiudere l’intero lavoro con la consueta classe, e come dare torto a Prekop quando con la sua voce vellutata ci sussurra “Stand in my heart, thereās no reason to go away yeah”. E’ un album di maniera? Sicuramente si, ma suonato da tre splendidi musicisti che non pretendono di aggiungere nulla di nuovo a quello che hanno fatto negli ultimi 24 anni di carriera. Non sarĆ sicuramente tra i dischi che finiranno nelle playlist di fine anno, e se cercate sperimentazioni più o meno ardite fossi in voi non mi ci avvicinerei, ma per un pomeriggio rilassanteĀ Any Day mostra il rassicurante e confortevole piacere di suonare insieme di una band che ci accompagna da oltre due decadi. Recensione scritta per Oca Nera Rock TRACKLIST 1. Cover The MountainĀ Ā 2:51 2. I Should CareĀ Ā 3:17 3. Any DayĀ Ā 4:54 4. OccursĀ Ā 4:32 5. StarlingĀ Ā 3:30 6. Paper WindowĀ 3:23 7. Day MoonĀ 3:19 8. Miriam MontagueĀ 4:41 9. Into RainĀ Ā 3:53 10. These Falling ArmsĀ Ā 4:54 SPOTIFY VIDEO Stefano Share This Previous ArticleNINE INCH NAILS: nuovo album e tour in arrivo Next ArticleSEASON 12 - EPISODE 13: "Lost In Space" Comments (0) Leave a Reply Cancel replyYour email address will not be published. Required fields are marked *Your CommentName * Email * Website Δ Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. 14 Maggio 2018