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ABIGAIL SNAIL – Rad Berms

REVIEWS · SOUNDS & GROOVES
ABIGAIL SNAIL

RAD BERMS

Un disco tra noise-rock, post-hardcore e sperimentazione.
28 MAGGIO 2026
8,5 / 10
PHOTO — ALEX BONNEY

L’espressione “a bolt from the blue” indica qualcosa che irrompe all’improvviso con grande impatto, ed è spesso usata per eventi inattesi e potenti. Non saprei come altro definire quella che, per quello che mi riguarda, è stata la rivelazione assoluta di questa prima metà del 2026. Rad Berms è l’esordio deflagrante degli Abigail Snail, un duo uscito fuori, non si sa come, dal magma del sottobosco musicale che gira intorno ai New River Studios di Harringay, nel nord di Londra.

Formati da Stef Kett (voce, chitarra e basso) e Will Glaser (batteria e glockenspiel), il gruppo, grazie all’ausilio di un formidabile James Allsopp (sax tenore e clarinetto basso, membro di Sly and the Family Drone e sassofonista esperto che vanta collaborazioni con artisti del calibro di David Axelrod), sono riusciti a tirare fuori 10 tracce che stupiscono per il fatto, non propriamente scontato, di non assomigliarsi nemmeno tra di loro.

Capace di improvvisare zigzagando tra avant-rock, folk-pop, soul sperimentale con una tavolozza sonora impulsiva, innovativa e oserei dire quasi selvaggia, il disco si dipana tra ritmi discontinui, quasi animaleschi senza curarsi di correggere eventuali intoppi o imperfezioni, considerati dal duo come cicatrici vitali del processo creativo: “Parte di ciò che rende la musica fantastica sono i difetti e i pazzi eccentrici”, parole di Stef Kett.

In realtà i due non sono davvero usciti dal nulla, Kett ha suonato in diversi gruppi come Reciprocate e Shield Your Eyes, mentre Glaser è un batterista stimato, con collaborazioni importanti come quella con John Zorn. Il risultato della loro collaborazione è questo rock esplosivo e senza freni, dove tutto è possibile e tutto può accadere in qualsiasi momento.

Pochissime sovraincisioni, con gli ottoni di Allsopp capaci di traghettare i brani in territori free jazz al galoppo sfrenato e spensierato come in “Soul Berm”, decentrandosi quando necessario, e riunendosi al momento giusto all’irregolare batteria di Glaser e alla chitarra dissonante di Kett in gioiosi momenti di start e stop e in riff liberatori.

PRO
  • 10 tracce che stupiscono per il fatto di non assomigliarsi nemmeno tra di loro
  • Una sinergia spontanea e fragorosa di creatività propulsiva
  • Uno dei migliori album di debutto dell’anno
CONTRO
  • Ascolto impegnativo e poco immediato

Liberatorio come l’urlo che introduce la splendida “Good Grief” tra blues distorto e rallentamenti (quasi) melodici che introducono i misteriosi rintocchi meditativi dello spettrale paesaggio sonoro di “Bages”. La seducente “Attach Bayonets” è un brano più acustico e quasi folkeggiante, con le percussioni a increspare la superficie della chitarra acustica e il sax a volteggiare sornione e seducente.

Una libertà anarchica come l’improvvisazione di “Space Berm” può ricordare all’ascoltatore più attento echi di Storm & Stress, ma i due (…tre) non sembrano affatto interessati a omaggiare direttamente qualcuno. L’impressione è piuttosto quella di musicisti che dopo aver assorbito tanti anni di musica underground ce li vogliono restituire impacchettati in una forma personale, istintiva, selvaggia e quasi ironica.

“Stay Rad” sta li a dimostrare che se vogliono riescono a tirar fuori senza problemi anche un bel numero di pop sghembo alla Dirty Projectors mentre le percussioni rotolanti e le chitarre dissonanti di “Ykes Bikes” sono un da scivolo verso l’emo blues in levare di una straordinaria ed intensa “Bitchin’ Chords”, prima che la notturna evocazione jazz di “Curbed Tang” chiuda un programma tanto vario quanto sorprendente ed emozionale.

Proprio perché è difficile al giorno d’oggi essere ancora sorpresi da certe sonorità, l’ascolto di un disco straordinario come Rad Berms è una vera manna dal cielo, sicuramente uno degli migliori esordi dell’anno, un album entusiasmante che celebra divertito l’atto stesso di suonare e registrare musica.

ASCOLTA
RAD BERMS
TRACKLIST
01
SHOW BREAKING TO WAVES
3:05
02
SOUL BERM
3:49
03
GOOD GRIEF
3:46
04
BAGES
2:48
05
ATTACH BAYONETS
5:17
06
SPACE BERM
2:20
07
STAY RAD
3:47
08
YIKES BIKES
2:31
09
BITCHIN’ CHORDS
3:41
10
CURBED TANG
6:13
ABIGAIL SNAIL
RAD BERMS
ROMAC PUNCTURE REPAIRS · 2026
GENERE: Experimental / Noise Rock / Free Form
DURATA: 44:07
8,5 / 10
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