Future Days

Nel 1973 i Can pubblicano Future Days, un album che ridefinisce il rapporto fra ritmo, improvvisazione e spazio sonoro. Dalla scena krautrock all’influenza sui Moonshake e sul post-rock britannico, la storia di un disco che continua a generare nuove traiettorie musicali.

Halloween Parade

Seconda traccia di New York, Halloween Parade trasforma la festa del Greenwich Village in un ritratto intenso di una comunità segnata dall’epidemia di AIDS. Tra ironia, personaggi indimenticabili e assenze dolorose, Lou Reed racconta la fragilità della vita e il bisogno di non dimenticare.

The Return of the Durutti Column

Nel 1980 Vini Reilly e Martin Hannett trasformano la chitarra elettrica in qualcosa di leggero, sospeso e quasi fuori dal tempo. The Return of the Durutti Column nasce dentro la Factory di Manchester, ma apre una strada completamente diversa: una musica fatta di melodia, silenzio e spazio.

The United States Of America

The United States of America racconta la storia dell’unico album della band di Joseph Byrd e Dorothy Moskowitz, pubblicato nel 1968 dalla Columbia Records. Un disco che unisce rock, psichedelia, musica elettronica e avanguardia, costruendo un linguaggio sonoro difficile da ricondurre alle categorie dell’epoca.

Who’s Next

Prima di diventare Who’s Next, quelle canzoni facevano parte di Lifehouse, il progetto più ambizioso e tormentato mai immaginato da Pete Townshend. Un fallimento che avrebbe lasciato in eredità uno dei dischi più importanti degli Who.

Remain In Light

Talking Heads e Brian Eno: la storia di Remain in Light, il disco che trasformò una rock band in un organismo ritmico aperto a funk, elettronica, poliritmi e nuove forme di composizione.

SCREAMadelica

Screamadelica dei Primal Scream: la storia del disco che nel 1991 fece incontrare-scontrare indie rock, house, soul, dub e psichedelia.

The Rainbow
GROOVE NOTES #02 ONE TRACK The Rainbow: quando il silenzio diventa musica Lo ammetto spudoratamente: i Talk Talk sono uno dei miei gruppi della vita. E forse è proprio per questo che, quando penso a Spirit Of Eden, faccio ancora…