Nel secondo album dei The Go-Betweens, pubblicato nel 1983, Robert Forster e Grant McLennan affinano una scrittura personale, capace di unire l’urgenza del post-punk alla sensibilità melodica del pop. Before Hollywood segna un passaggio decisivo nella storia della band australiana.
Terry Callier – Occasional Rain, oltre le categorie
Nel 1972 Terry Callier pubblica Occasional Rain, un album in cui folk, soul, jazz e psichedelia convivono in un equilibrio personale. Con gli arrangiamenti di Charles Stepney, le canzoni raccontano personaggi, solitudini e storie della Chicago urbana.
Rachel’s & Tortoise — Due idee di post-rock
Due gruppi, due idee diverse di post-rock. Dal lavoro su ritmo, timbri e incastri strumentali dei Tortoise alla scrittura cameristica e alle tensioni emotive dei Rachel’s, un percorso dentro la ricchezza dell’underground americano degli anni Novanta.
Future Days
Nel 1973 i Can pubblicano Future Days, un album che ridefinisce il rapporto fra ritmo, improvvisazione e spazio sonoro. Dalla scena krautrock all’influenza sui Moonshake e sul post-rock britannico, la storia di un disco che continua a generare nuove traiettorie musicali.
Halloween Parade
Seconda traccia di New York, Halloween Parade trasforma la festa del Greenwich Village in un ritratto intenso di una comunità segnata dall’epidemia di AIDS. Tra ironia, personaggi indimenticabili e assenze dolorose, Lou Reed racconta la fragilità della vita e il bisogno di non dimenticare.
The Return of the Durutti Column
Nel 1980 Vini Reilly e Martin Hannett trasformano la chitarra elettrica in qualcosa di leggero, sospeso e quasi fuori dal tempo. The Return of the Durutti Column nasce dentro la Factory di Manchester, ma apre una strada completamente diversa: una musica fatta di melodia, silenzio e spazio.
The United States Of America
The United States of America racconta la storia dell’unico album della band di Joseph Byrd e Dorothy Moskowitz, pubblicato nel 1968 dalla Columbia Records. Un disco che unisce rock, psichedelia, musica elettronica e avanguardia, costruendo un linguaggio sonoro difficile da ricondurre alle categorie dell’epoca.