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ADRIANO VITERBINI: Goldfoil

Adriano ViterbiniĀ lascia momentaneamente Cesare Petulicchio, suo compagno di avventure nei Bud Spencer Blues Explosion, portando con se le sue sei corde ed intraprendendo un viaggio polveroso e affascinante all’interno dell’american primitism e del prewar folk omaggiando con passione e competenza decenni di strade blu.

Le 12 tracce di GoldfoilĀ (nome del pick-up montato in una delle sue chitarre) ci portano su quelle strade percorse da alcuni eroi della chitarra blues e folk del presente e del passato come Blind Wille Johnson, Robert Johnson, Woody Guthrie, John Fahey, Alvin Youngblood Hart, Tim Hardin e Jack Rose, tutti omaggiati più o meno apertamente dal talentuoso chitarrista romano. L’antica materia blues viene plasmata in tutte le sue forme, la chitarra e lo slide vengono suonati con cuore ed anima come raramente abbiamo avuto la fortuna di ascoltare.

Adriano ci fa tornare indietro nel tempo, quando non esistevano gli album come li abbiamo sempre conosciuti semplicemente perchĆ© i primi dischi in gommalacca da 10″ non potevano contenere più di tre minuti per lato e le foto erano virato seppia, ma le emozioni in musica venivano tramandate da padre in figlio e non solo nelle classiche 12 battute del blues. Anche nelle riletture dei classici come ā€œVigilante Manā€ di Woody Guthrie o in quelli più recenti come ā€œKensington Bluesā€ del prematuramente e recentemente scomparso Jack Rose, Adriano suona originale e personale, chiude gli occhi lasciando che sia la sua anima blues a condurre lo slide come nel traditional ā€œGod Don’t Never Changeā€.

Tutto l’album ĆØ un abbandonarsi alle sei corde della sua chitarra a parte la splendida ā€œNew Revolution Of The Innocentsā€ che vede la partecipazione di Alessandro Cortini,Ā appena rientrato nella line-up dei Nine Inch Nails,Ā  con i suoi synth modulari (ed in particolare il Buchla). In ā€œBlue Manā€ Adriano cambia per un attimo la destinazione del suo viaggio omaggiando la musica tuareg affascinato da una cassetta portata dal padre dopo un viaggio in Niger, mentre con ā€œNo Name Bluesā€Ā il viaggio spazio temporale ci porta direttamente dalle parti del Delta del Mississippi cento anni fa. Ci sono tutti i diversi stili del blues maneggiati con passione e mestiere, e la chitarra sa essere tanto quasi funk in quell’omaggio ai luoghi dove ĆØ nato che ĆØ ā€œMontecavoā€, quanto magia ispirata dal John Fahey di America e dal lago di Castel Gandolfo, luogo di vacanze giovanili, in ā€œLago Vestapolā€. Adriano giĆ  aveva ripercorso alcuni brani di folk songs tradizionale nel progetto Black FridayĀ insieme a Luca Sapio dei Quintorigo, ma qui davvero incanta ed emoziona sia quando riprende la splendida ā€œIf A Were A Carpenterā€ di Tim Hardin (un must da fischiettare a casa Viterbini), sia quando suona in maniera superlativa senza soluzione di continuitĆ  diversi traditional in ā€œStella South Medleyā€.

Lasciatevi conquistare da questo intimo mix si tradizione e modernitĆ , lasciatevi avvolgere da questo suono che non ĆØ e non potrĆ  mai essere antico, lasciatevi turbare e abbandonatevi alla passione dello slide di Adriano Viterbini. Un esordio emozionante, che sa unire tradizione e modernitĆ  con passione e coraggio. Bravissimo.

Adriano Viterbini - Goldfoil

TRACKLIST

01. Immaculate Conception Ā 2:52
02. Kensington Blues Ā 4:52
03.Ā God Don’t Never Change Ā 3:28
04. Blue Man Ā 4:41
05.Ā New Revolution Of The Innocence Ā 3:28
06.Ā No Name Blues Ā 2:21
07.Ā Style-O Blues Ā 2:37
08.Ā Lago Vestapol Ā 4:04
09.Ā Montecavo Ā 5:04
10.Ā Stella South Medley Ā 3:48
11.Ā If I Were A Carpenter Ā 3:11
12.Ā Vigilante Man Ā 4:14

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