Home » THE FLAMING LIPS: The Terror Reviews THE FLAMING LIPS: The Terror I malcapitati che seguono i miei podcast su Radio Rock The OriginalĀ conoscono bene la mia predilezione per i Flaming LipsĀ da Oklahoma City. Wayne Coyne, Steven Drozd e Michael Ivins non hanno mai smesso di sperimentare, di cambiare pelle, di giocare a modo loro sia con il pentagramma che con tutto quello che gli ruota attorno. Questa ĆØ sempre stata (forse) la loro dannazione e (sicuramente) la nostra benedizione. Un calderone istrionico che abbracciava allāinizio la psichedelia pura, ma che non ha mai disdegnato di confrontarsi con diversi altri stili musicali. Dai giochi sul palcoscenico con le mani giganti (recentemente rubate e poi ritrovate), il supermegafono, la bolla di plastica dentro la quale Wayne Coyne si muove sul pubblico, i giochi pirotecnici, i milioni di coriandoli, fino alle sperimentazioni sul suono stesso della band con i famosi āparking lot experimentsā, ovverosia 40 cassette create dal gruppo che dovevano essere suonate contemporaneamente allāinterno di un parcheggio. La cosa ha talmente incuriosito Coyne (ogni volta che veniva suonata la canzone aveva una diversa riuscita, vista lāimpossibilitĆ di suonare in sincrono le cassette), da tentarla anche su disco con āZaireekaā del 1997 composto da 4 cd che dovevano essere suonati insieme (per i āmalatiā Zaireeka uscirĆ in quadruplo vinile solo per il Record Store Day 2013).Ā E che dire del Gummy Skull? Un teschio di gomma dove allāinterno era celata una chiavetta USB contenente 4 pezzi. O di āThe Dark Side of The Moonā dei Pink Floyd rifatto interamente con lāaiuto degli Stardeath and White Dwarfs, di Peaches e di Henry Rollins? O dellāincredibile Strobo Trip contenente un pezzo chiamato āI Found A Star On The Groundā della incredibile durata di 6 ore 6??? Insomma, i Lips ci hanno sempre disegnato una O di meraviglia sulle labbra non solo per la loro musica ma anche per le loro trovate geniali.Ā E adesso? Semplice: ci spiazzano di nuovo con il nuovo āThe Terrorā. āPerchĆ© diavolo abbiamo fatto questa musica che abbiamo chiamato āThe Terrorā, questo disco desolato e disturbante? Non voglio sentire la risposta che temo stia per arrivare: perchĆ© siamo senza speranza, siamo disturbati⦠Vogliamo, o volevamo, credere che senza amore scompariremmo, che lāamore, in qualche modo, possa salvarci. Si, se abbiamo amore, se diamo amore e conosciamo amore, siamo veramente vivi, se non ci fosse amore non ci sarebbe vita. Il terrore ĆØ, adesso lo sappiamo, che anche senza amore la vita vada avantiā¦Noi andiamo avantiā¦non esiste una dolce morte.ā Mai come stavolta il leader dei Lips ha ragione, le sue parole e la musica contenuta nel nuovo disco sono davvero desolate e disturbanti, riflettendo anche, pare, un momento difficile nella vita privata delle menti del combo dellāOklahoma. Una desolazione di fondo che stride davvero molto con lāimmagine colorata, festosa e goliardica descritta prima dei Lips on stage. La psichedelia di āThe Terrorā ĆØ un mood acido che deforma i colori come nella straniante copertina, lāelettronica ĆØ usata a piene mani creando un humus che pervade e riempie le 9 tracce dellāalbum. Le coordinate sono chiare giĆ dalla prima āLookā¦The Sun Is Risingā, e si capisce subito che il sole che sta per nascere ĆØ un sole malato, desolato, incapace di riscaldare. I riff di chitarra scendono giù dallāalto come pietre affilate e la voce di Coyne ĆØ distante, sospesa da qualche parte, sembra provenire dallāinterno della bolla con cui il cantante ama andare in mezzo alla plateaā¦ma la bolla ĆØ confinata a rotolare da qualche parte nel deserto lunare. In āBe Free, A Wayā il cantato diventa salmodiante, quasi gospel, ma ĆØ un gospel dimesso, sconfitto, che tenta di farsi largo tra le bordate elettroniche, gli effetti tastieristici ed il contrappunto del basso. Se si riuscisse ad escludere il solo cantato di āTry To Explainā potrebbe sembrare quasi una perfetta canzone pop, se chiudo gli occhi riesco quasi ad immaginarla arrangiata come nel loro precedente āThe Soft Bulletinā. Ma quƬ la canzone viene immersa nellāacido sotto forma di devices elettronizzanti che la trasfigurano completamente. Quando ci si comincia a chiedere dove mai i Lips ci potranno ancora portare, ecco che parte āYou Lustā: e sono 13 minuti di trip oscuro, quasi spaziale, con Wayne Coyne che ripete ossequioso il suo mantra tribale prima di dare spazio alle evoluzioni strumentali della sua navicella, con queste percussioni elettroniche in bassa fedeltĆ che scandiscono i ritmi del trip, navigando tra 1000 asteroidi in mezzo ai quali la voce fa capolino sussurrando e poi lasciandoci alla mercĆ© della navigazione spaziale, prima di atterrare sulla spiaggia di una mare che sembra appartenere ad un altro tempo ed un altro luogo.Ā Dopo questa estenuante cavalcata si riprende con il consueto spleen, con la bruma rumoristica che altera i colori del paesaggio come nella title track. In āButterfly, How Long It Takes to Dieā Ā torna a trovarci la tagliente chitarra funk, e le atmosfere sembrano distendersi un poā, ma ĆØ solo un attimo, perchĆ© le ultime due tracce riportano tutto il mood sui binari consueti. A distanza di anni sono ancora tante le cose che riescono ancora a stupire dei Flaming Lips: la loro attitudine underground ed alternativa, la loro voglia di rischiare ancora, scomponendo e ricomponendo il loro sound, e tutto questo ĆØ ancora più incredibile perchĆ© arriva da un gruppo che ĆØ nellāorbita di una āsignoraā major come la Warner Bros (in europa il disco esce per Bella Union). Tirando le somme, The Terror ĆØ lāennesimo colpo dei Lips: loro ci invitano a comprarlo in doppio vinile argentatoā¦ecco, magari 36 dollari più spese di spedizione sono un poā troppi visti i tempi che corrono, anche se lāoggetto argentato ĆØ allettante , ma al vinile ānormaleā (ma incluso cāĆØ anche il CD e il 7ā³ del singolo āSun Blows Up TodayāĀ non compreso nellāalbum)Ā non ho saputo resistere, inchinandomi ossequioso alla loro grandezza. TRACKLIST 01. Look…The Sun Is Rising 5:11 02. Be Free, A Way 5:13 03. Try To Explain 5:00 04. You Lust (feat. Phantogram) 13:02 05. The Terror 6:21 06. You Are Alone 3:45 07. Butterfly, How Long It Takes To Die 7:30 08. Turning Violent 4:16 09. Always There, In Our Hearts 4:15 SPOTIFY VIDEO Stefano Share This Previous ArticleADRIANO VITERBINI: Goldfoil Next ArticleJENNY HVAL: Innocence Is Kinky Comments (0) Leave a Reply Cancel replyYour email address will not be published. Required fields are marked *Your CommentName * Email * Website Δ Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. 6 Aprile 2013