Deep Cuts

The Go-Betweens – Before Hollywood

GROOVE NOTES #13
DEEP CUTS
BEFORE HOLLYWOOD: Il pop, l’irregolarità e la tensione sottopelle

Ogni volta che riascolto Before Hollywood avverto una sensazione particolare: le canzoni sembrano sempre sul punto di prendere una direzione diversa da quella che ci mi sarei aspettato. Le melodie hanno una loro immediatezza, gli accordi sembrano talvolta familiari, ma basta poco perché qualcosa cambi, perché il ritmo si sposti, una chitarra introduca una deviazione o l’arrangiamento apra uno spazio inatteso. È un disco che si lascia avvicinare facilmente, ma che non si concede mai del tutto a un ascolto distratto.

Nel secondo album dei The Go-Betweens convivono una scrittura pop sempre più consapevole e un’inquietudine che impedisce alle canzoni di diventare prevedibili. La musica procede per contrasti, alterna leggerezza e tensione, misura e improvvise accelerazioni. Anche quando sembra trovare una dimensione più tranquilla, conserva qualcosa di irrisolto, una sottile instabilità, una tensione sottopelle che attraversa le composizioni e ne determina il carattere.

Pubblicato nel 1983, Before Hollywood è un momento decisivo nel percorso della band australiana. Ma per capire davvero cosa rende speciale questo album bisogna andare oltre la sua collocazione nella discografia dei The Go-Betweens e osservare più da vicino il modo in cui queste canzoni hanno preso forma. Perché è proprio nella convivenza tra melodie memorabili e continue deviazioni che il gruppo ha iniziato a definire una delle espressioni più personali della propria musica.

IL SUONO PRENDE FORMA

Con Before Hollywood i The Go-Betweens hanno fatto un enorme passo avanti che riguarda prima di tutto il modo di costruire le canzoni. Rispetto all’acerbo Send Me A Lullaby, il nuovo album presenta una scrittura più consapevole e una maggiore attenzione agli arrangiamenti, ma non perde quella componente obliqua che aveva già caratterizzato il loro esordio. Robert Forster e Grant McLennan stanno affinando le rispettive capacità compositive, imparando a dare maggiore consistenza alle proprie intuizioni senza ricondurle a una forma troppo prevedibile. Le differenze tra i due autori cominciano a emergere con maggiore chiarezza. Forster porta nelle composizioni un’attitudine più nervosa, spesso attraversata da una certa ironia e da un modo personale di osservare le situazioni. McLennan tende invece a privilegiare la melodia e una scrittura più aperta, capace di svilupparsi attraverso passaggi armonici e soluzioni ritmiche meno convenzionali. Sono due sensibilità che non cercano di uniformarsi: la loro convivenza è senza dubbio una delle caratteristiche più interessanti del gruppo.

Anche il lavoro strumentale contribuisce a questa evoluzione. Lindy Morrison diventa sempre più importante nel definire l’identità ritmica dei The Go-Betweens. Il suo drumming non si limita a sostenere le canzoni, ma partecipa alla loro costruzione, assecondando cambi di tempo, accenti insoliti e strutture che raramente seguono gli schemi più consueti del rock. La batteria diventa così una voce riconoscibile, capace di dare alle composizioni una mobilità particolare. Il rapporto tra i tre musicisti era ulteriormente intrecciato dalla vita privata. Se Robert Forster e Grant McLennan erano migliori amici sin dall’università, lo stesso Forster e Lindy Morrison erano una coppia e condividevano, oltre all’esperienza musicale, anche la quotidianità fuori dalla band. Una vicinanza che rende ancora più interessante il quadro degli equilibri interni del gruppo, dove rapporti personali e collaborazione artistica finivano inevitabilmente per incontrarsi.

A completare questa nuova dimensione arriva il basso di Robert Vickers (ex Colors) e il pianoforte e l’organo Hammond di Bernard Clarke. Il loro contributo amplia le possibilità degli arrangiamenti e introduce colori che nel primo album avevano avuto uno spazio molto più limitato. Non si tratta di aggiungere semplicemente nuovi strumenti, ma di trovare un equilibrio diverso tra le chitarre, la sezione ritmica e le parti tastieristiche. È in questa combinazione che Before Hollywood comincia a distinguersi. I The Go-Betweens non abbandonano l’essenzialità e le asperità del loro primo periodo, ma imparano a lavorare sulle dinamiche, sulle sovrapposizioni e sulle possibilità espressive dei singoli strumenti. Il risultato è una musica più articolata, nella quale le diverse personalità dei musicisti riescono a convivere senza perdere la propria autonomia.

DA BRISBANE A LONDRA

Quando i The Go-Betweens pubblicarono Send Me A Lullaby nel 1982, le prospettive non erano particolarmente incoraggianti. Il disco non aveva ottenuto la risposta sperata e le difficoltà economiche rendevano tutt’altro che scontata la possibilità di registrare un seguito. Fu in quel momento che Geoff Travis, fondatore della Rough Trade, decise di scommettere sul gruppo. L’etichetta londinese accettò di concedere in licenza il primo album e il nuovo singolo per il mercato britannico, invitando inoltre i tre musicisti a trasferirsi in Inghilterra per lavorare al secondo disco. Robert Forster avrebbe ricordato questa opportunità come una sorta di miracolo.

Nel maggio del 1982 i tre australiani arrivarono a Londra e si trovarono davanti a una realtà discografica molto diversa da quella australiana. La Rough Trade aveva appena separato il negozio di dischi dall’attività dell’etichetta, trasferendo quest’ultima in una nuova sede nei dintorni di Blenheim Crescent. L’organizzazione comprendeva un’agenzia di booking, un ufficio stampa e una struttura dedicata ai rapporti con le radio. I Go-Betweens erano tra le poche band dell’etichetta a risiedere stabilmente nella capitale, insieme alle Raincoats e agli Scritti Politti, questi ultimi sostenuti in quel periodo da una strategia che guardava anche alle classifiche del New Pop britannico. Per Forster, McLennan e Lindy Morrison si apriva così una fase nuova. I tre vivevano in una casa a St Charles Square e avevano messo a punto una routine di lavoro destinata a diventare un modello anche per gli album successivi. Grant e Robert arrivavano alle prove con il materiale composto individualmente e lo rifinivano insieme, mentre Lindy lavorava in un’altra stanza sui pad della batteria, preparando le soluzioni ritmiche da portare poi nel lavoro collettivo. Fu un processo lungo, fatto di prove quotidiane e continui aggiustamenti, affrontato con la consapevolezza di dover realizzare un album importante.

La formazione avrebbe conosciuto un ulteriore cambiamento dopo la realizzazione dell’album. Grant McLennan, che in Before Hollywood aveva ancora il basso come strumento principale, sentiva ormai il desiderio di concentrarsi sulla chitarra. La necessità di trovare un nuovo bassista portò all’ingresso di Robert Vickers, proveniente dai Colors. Nel ricordo di Forster, Vickers portò nella band una calma preziosa e la capacità di smussare gli angoli, contribuendo a rendere più distesi i rapporti tra i tre musicisti. La sua presenza avrebbe dato ai The Go-Betweens un nuovo equilibrio, permettendo a Grant di dedicarsi maggiormente alla chitarra e aprendo una fase diversa nella loro storia. Vickers non partecipò alle registrazioni dell’album nella sua versione originale, ma compare nelle bonus track di alcune edizioni successive, in particolare The Man O’Sand to Girl O’Sea e This Girl, Black Girl. Due registrazioni che permettono di intravedere il gruppo nella nuova configurazione, dopo il passaggio di Grant alla chitarra e l’ingresso del nuovo bassista.

UNA NUOVA DIMENSIONE SONORA

La scelta del produttore rappresentò un altro passaggio decisivo, e quella di John Brand si rivelò particolarmente felice. Quando Geoff Travis lo suggerì al gruppo, Brand era conosciuto soprattutto per il suo lavoro come tecnico del suono con gruppi come XTC e Magazine. Stava compiendo proprio in quel periodo il passaggio verso la produzione vera e propria e aveva già lavorato al primo singolo degli Aztec Camera, oltre a essere impegnato nella realizzazione del primo album del gruppo guidato dal diciannovenne prodigio del songwriting Roddy Frame: High Land, Hard Rain. I The Go-Betweens avevano inizialmente pensato a Lindsey Buckingham dei Fleetwood Mac, ma il costo dell’operazione rendeva impossibile quella collaborazione. La soluzione proposta da Travis si sarebbe rivelata tutt’altro che un ripiego.

Le registrazioni si svolsero agli International Christian Communications Studios di Eastbourne, sulla costa meridionale dell’Inghilterra. Era una struttura dotata di un banco analogico a 24 piste, un registratore a nastro da due pollici e una sala sufficientemente ampia da permettere ai musicisti di suonare insieme. Attrezzature e spazi offrivano possibilità molto diverse rispetto all’esperienza del primo album, ma fu soprattutto il metodo di lavoro a fare la differenza. Come racconta Robert Forster nel suo libro Grant & I, Brand cominciò a intervenire sulle canzoni già durante le prove, lavorando sulle strutture e sugli strumenti per rendere gli arrangiamenti più compatti ed efficaci. Aveva una particolare attenzione per la stratificazione delle parti e per le sovraincisioni, ma sapeva anche conservare la spontaneità delle esecuzioni collettive. Il suo lavoro consisteva nel trovare il punto d’incontro tra ciò che il gruppo riusciva a esprimere suonando insieme e le possibilità offerte dalla registrazione in studio.

È proprio in questo equilibrio che si riconosce una delle qualità più interessanti di Before Hollywood. I The Go-Betweens riuscivano a far convivere la tensione, i cambi di ritmo e l’aggressività ereditati dal post-punk con una scrittura pop sempre più consapevole. Le canzoni conservavano strutture irregolari, improvvise accelerazioni e passaggi strumentali imprevedibili, ma intorno a questi elementi prendevano forma melodie immediate e arrangiamenti più articolati. Brand seppe valorizzare entrambe le componenti, senza attenuare le asperità del gruppo e senza trasformare le composizioni in canzoni convenzionali.

Fu lo stesso Brand a coinvolgere Bernard Clarke, un suo amico che aveva suonato le tastiere nei Kush, gruppo glam rock di Sydney. Il pianoforte e soprattutto l’organo Hammond introdussero nuove possibilità timbriche, aggiungendo profondità e sfumature alle chitarre e alla sezione ritmica. Forster ricorda la capacità del produttore di arricchire le composizioni attraverso una vera e propria pioggia di colori: un’immagine efficace per descrivere il salto rispetto a Send Me A Lullaby, nato quasi interamente dall’esperienza delle prove, e la maggiore consapevolezza con cui venne costruito il nuovo album. Le tastiere di Clarke non erano semplici elementi di riempimento, ma partecipavano alla definizione delle atmosfere e degli equilibri delle canzoni. La presenza di Clarke apparteneva però a una fase particolare della storia del gruppo e non sarebbe diventata parte stabile della formazione. Dopo le registrazioni, Grant McLennan poté dedicarsi maggiormente alla chitarra, mentre al basso arrivò Robert Vickers, proveniente dai Colors. Con lui i Go-Betweens avrebbero trovato il loro quarto membro ufficiale e un nuovo equilibrio strumentale, destinato ad accompagnarli nel percorso successivo.

Il merito di John Brand fu soprattutto quello di riconoscere le qualità già presenti nella musica del gruppo e di metterle maggiormente a fuoco. La maggiore ricchezza degli arrangiamenti non cancellò l’originalità dei riff, le soluzioni ritmiche insolite o le asimmetrie delle composizioni. Al contrario, rese questi elementi più evidenti, dando loro uno spazio e una definizione che nell’esordio erano ancora in parte affidati all’immediatezza dell’esecuzione. Before Hollywood acquistò così una dimensione sonora più ampia, nella quale l’urgenza del post-punk e la sensibilità melodica dei due autori trovarono una convivenza particolarmente personale.

DUE AUTORI, DUE FIRME

Una delle caratteristiche più riconoscibili dei The Go-Betweens è sempre stata la convivenza di due personalità compositive molto diverse. Robert Forster e Grant McLennan scrivevano autonomamente, partendo da sensibilità, riferimenti e inclinazioni differenti. Le loro canzoni non cercavano di assomigliarsi e nemmeno di ricondursi a un’unica formula. Era proprio il confronto tra queste due visioni a dare al gruppo una fisionomia particolare. Poco prima delle registrazioni di Before Hollywood, Forster e McLennan avevano firmato il loro primo contratto editoriale con la Cherry Red Publishing, grazie anche all’intervento di Geoff Travis. Fu in questa occasione che le composizioni cominciarono a essere accreditate congiuntamente come Forster/McLennan. I due trovavano divertente l’assonanza con Lennon/McCartney, un parallelo che non aveva bisogno di essere preso troppo sul serio, ma che rendeva ancora più particolare quella nuova firma condivisa. Successivamente stabilirono anche un accordo verbale: ciascuno avrebbe contribuito con lo stesso numero di canzoni a ogni album. Una regola semplice, pensata per garantire un equilibrio tra i due autori e rendere più chiara la costruzione dei dischi.

La parità dei crediti non significava naturalmente uniformità di scrittura. Forster e McLennan continuavano a lavorare in modo autonomo, portando nel gruppo canzoni nate da percorsi personali e sensibilità differenti. Non cercavano di avvicinare i rispettivi linguaggi né di trovare una formula comune a tutti i costi. La loro forza stava proprio nella possibilità di mantenere queste differenze all’interno dello stesso progetto, lasciando che ogni composizione conservasse la propria identità. In Before Hollywood queste due personalità trovano una collocazione all’interno di un progetto sempre più definito. Le canzoni di Forster e McLennan si alternano mantenendo le rispettive identità, mentre il contributo degli altri musicisti ne modifica e completa la forma. La scrittura individuale diventa così il punto di partenza di un processo collettivo, nel quale gli arrangiamenti e le soluzioni ritmiche assumono un’importanza altrettanto rilevante.

L’accordo tra i due non era soltanto una questione di conteggio dei brani. Riconosceva il valore di due percorsi creativi autonomi e, allo stesso tempo, la necessità di mantenerli in equilibrio. Una convivenza che avrebbe accompagnato i The Go-Betweens negli album successivi e che costituisce una delle ragioni della loro identità: due autori distinti, con un proprio linguaggio, capaci di costruire insieme qualcosa che nessuno dei due avrebbe potuto realizzare nello stesso modo da solo.

LE CANZONI PRENDONO STRADA

È nell’ascolto delle singole canzoni che si comprende fino in fondo la particolare identità di Before Hollywood. La scrittura di Robert Forster e Grant McLennan si muove tra melodie pop, chitarre nervose e strutture ritmiche che cambiano direzione con una certa imprevedibilità. Anche quando il ritmo rallenta, la musica conserva una tensione sotterranea; quando invece sembra trovare una strada più diretta, basta un cambio d’accordo o un’improvvisa accelerazione per spostare nuovamente gli equilibri. È questa irregolarità a rendere l’album così riconoscibile.

In “Ask”, una delle composizioni di Forster, emerge con particolare evidenza il lato più ruvido della band. Lo stesso autore la definisce un «impetuoso scricchiolio chitarristico», un’immagine che restituisce bene il carattere elettrico e irrequieto del brano. La chitarra sembra procedere per attriti e scatti, mentre la voce di Robert, con il suo fraseggio asciutto e quasi parlato, richiama all’ascolto il modo di cantare di Lou Reed. È un’associazione personale, ma aiuta a cogliere una delle peculiarità interpretative di Forster, capace di dare alle proprie canzoni un tono insieme distaccato e incisivo.

Le composizioni di Grant McLennan mostrano invece quanto la sua sensibilità melodica potesse convivere con soluzioni ritmiche tutt’altro che convenzionali. “Two Steps, Step Out” procede attraverso arresti, ripartenze e improvvisi cambi di intensità. La canzone sembra continuamente cercare un nuovo punto d’appoggio, alternando momenti di maggiore distensione a passaggi più nervosi. In “As Long As That” la tensione si manifesta in modo più trattenuto: il brano ha un andamento lento e scandito, nel quale l’organo contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, lasciando affiorare un’inquietudine che non viene mai del tutto risolta. È una composizione dedicata a Lindy Morrison, alla quale Forster associa anche un verso particolarmente significativo: «Think of someone and double it / That’s what I did».

Un’altra direzione ancora è quella di “Dusty In Here”, una ballata delicata costruita intorno al dialogo tra pianoforte e chitarra. La melodia procede con grande semplicità, senza cercare effetti particolari, e lascia emergere il carattere intimo della composizione. Il brano è dedicato al padre di Grant McLennan e porta con sé una dimensione autobiografica che Forster ricorda come particolarmente intensa. È uno dei momenti in cui la scrittura di Grant mostra la capacità di trasformare un’esperienza personale in una canzone dalla forma essenziale, ma emotivamente molto diretta.

Al centro del disco rimane però “Cattle And Cane”, il primo singolo estratto da Before Hollywood e il brano che segnò una svolta nella storia dei Go-Betweens. La sua forza nasce anche da una costruzione ritmica insolita, che si sviluppa in un tempo di 13/8. Durante le prove, Lindy Morrison riconobbe subito la particolarità di quella scansione e contribuì a conservarne l’andamento, evitando che venisse ricondotto a una soluzione più regolare. Forster racconta di aver inizialmente sottovalutato la composizione: fu ascoltando Grant cantare le prime strofe durante le prove che cominciò a rendersi conto della sua qualità. Un momento di scoperta che restituisce bene quanto fosse particolare il rapporto tra i due autori e il modo in cui le canzoni prendevano forma attraverso il lavoro comune. Il testo di “Cattle And Cane” guarda all’infanzia, alla memoria familiare e al paesaggio australiano. Grant trasforma ricordi personali in immagini che conservano una forza evocativa molto ampia, senza perdere il legame con la propria storia. È una delle ragioni per cui la canzone riesce a tenere insieme una struttura musicale così particolare e una melodia immediatamente riconoscibile. Le sue continue variazioni ritmiche non ne compromettono la fluidità: al contrario, sembrano accompagnare il movimento dei ricordi, con le loro interruzioni e i loro ritorni.

La storia del singolo ebbe anche un risvolto tanto inatteso quanto curioso. Una mattina Forster e Lindy Morrison, nel nuovo appartamento di West Hampstead, vennero svegliati dalla notizia che “Cattle And Cane” stava passando su BBC Radio 1. Riuscirono ad ascoltarne soltanto la parte finale, ma il commento del presentatore, che dichiarava di non conoscere il gruppo e di trovare comunque meraviglioso il disco, fu sufficiente a far capire loro che qualcosa di importante stava accadendo. In un panorama radiofonico dominato in quel momento da nomi come Culture Club, Duran Duran e Wham!, la presenza dei Go-Betweens rappresentava un risultato sorprendente. La trasmissione contribuì ad attirare l’attenzione della stampa e delle radio, dando alla band una visibilità fino ad allora mai raggiunta.

Before Hollywood trova così il proprio punto di equilibrio tra canzoni molto diverse, accomunate da una scrittura che non rinuncia mai alla libertà di cambiare direzione. La sensibilità melodica di McLennan e l’attitudine più obliqua di Forster si incontrano in un suono capace di conservare l’urgenza del post-punk e, allo stesso tempo, di costruire canzoni pop dalla personalità inconfondibile. “Cattle And Cane” ne è forse l’esempio più compiuto, ma è l’intero album a raccontare quel momento in cui i The Go-Betweens cominciarono a trovare una voce davvero propria, e che voce.

LISTEN
THE GO-BETWEENS
“Cattle and Cane”
BEFORE HOLLYWOOD · ROUGH TRADE · 1983
Lascia che le canzoni prendano la loro strada.

The Go-Betweens – Robert Forster, Grant McLennan, Robert Vickers e Lindy Morrison

PHOTO: ESSENTIAL MEDIA
OLTRE HOLLYWOOD

Before Hollywood è stata soltanto una tappa di un percorso che avrebbe portato i The Go-Betweens ancora più lontano. Negli album successivi, da Spring Hill Fair a Liberty Belle and the Black Diamond Express, fino a 16 Lovers Lane, Robert Forster e Grant McLennan avrebbero continuato a sviluppare le rispettive personalità compositive, ampliando il linguaggio della band e raggiungendo nel 1988 uno dei momenti più alti della loro storia. L’anno successivo, dopo sei album e una stagione musicale irripetibile, il gruppo si sciolse. I due autori proseguirono separatamente, dedicandosi alle rispettive carriere soliste.

Nel 2000 Forster e McLennan decisero di rimettere in piedi i The Go-Betweens, inaugurando una seconda stagione discografica con The Friends Of Rachel Worth, seguita da Bright Yellow Bright Orange e Oceans Apart, pubblicato nel 2005. La ritrovata intesa compositiva aveva restituito alla band una nuova vitalità, confermando quanto fosse ancora fertile il dialogo tra i due musicisti. Ma quella storia purtroppo si interruppe bruscamente il 6 maggio 2006, quando Grant McLennan venne colto da infarto nella sua casa di Brisbane, a soli 48 anni. Con la sua scomparsa terminò definitivamente anche l’avventura dei Go-Betweens.

Dieci anni dopo, nel 2016, Robert Forster pubblicò Grant & I: Inside and Outside The Go-Betweens, un meraviglioso e commovente memoir dedicato alla lunga amicizia e alla collaborazione con McLennan. Uscito in Italia nel 2019 con il titolo Grant & io. Dentro e fuori i Go-Betweens, il libro ripercorre la storia del gruppo attraverso i ricordi di Forster, intrecciando vicende personali, canzoni, album, successi e difficoltà. Non è soltanto il racconto di una band, ma anche il ritratto di un sodalizio creativo e umano durato quasi trent’anni, scritto da chi ne è stato uno dei protagonisti.

Riascoltato oggi, Before Hollywood conserva tutta la freschezza di quel momento di passaggio: un disco nel quale due autori stavano imparando a riconoscere il valore delle proprie differenze e una band trovava il modo di trasformarle in un linguaggio comune. Una delle prime, decisive tappe di una storia musicale che avrebbe continuato a vivere nelle canzoni e, anni dopo, anche nelle pagine di un libro.

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