Home » ME LOST ME: RPG Reviews ME LOST ME: RPG Me Lost Me ĆØ il nome con cui Jayne Dent trasfigura il folk “RPG”Ā mostra il grande talento della songwriter britannica di unire antico e modernoĀ Photo Cover: Amelia Read Photography Recensione scritta per OndaRock C’ĆØ un sottile filo che unisce la musica di Jayne Dent aka Me Lost Me a quella di Richard Dawson. Non ĆØ solo l’aria condivisa di Newcastle Upon Tyne, ma un modo curioso, giocoso ed in qualche modo distopico di declinare la musica folk, substrato comune ai due. Nato come progetto solista nel 2017, dopo due album in crowdfunding, Arcana (2018) e The Good Noise (2020), e l’EP The Circle Dance (2021), Me Lost Me ĆØ diventato una sorta di collettivo che prevede la collaborazione regolare dei musicisti jazz Faye MacCalman al clarinetto e John Pope al contrabbasso. Dai club folk di Sheffield all’universitĆ di belle arti a Newcastle, Jayne Dent ha costruito, grazie alla sua curiositĆ e al suo talento, una modalitĆ compositiva capace di unire la tecnologia di studio e l’elettronica al songwriting tradizionale. Una combinazione di folk tradizionale, field recordings, effetti elettronici, art pop, improvvisazione, che colpisce nel segno, soprattutto in questo nuovo album intitolato RPG, che porta la musica tradizionale a cavallo del tempo dalle tradizioni arcaiche dei racconti popolari fino al futuro, senza paura ma con una giocosa curiositĆ . Jayne Dent (Photo: Amelia Read) GiĆ da āReal Wordā con i suoni sintetici, iĀ field recordingsĀ ed il dialogo digitale tra la Dent e Adam Wilson-Holmes veniamo catapultati in un mondo che sembra essere contemporaneamente sia reale che immaginario. Ed ĆØ proprio il suono di un videogioco ad introdurre āEye Witnessā, brano che si sviluppa tra un clarinetto inĀ loop, battiti di mani e synth a sancire una modalitĆ che troveremo spesso allāinterno dellāalbum. Questo perdersi (āFestive Dayā) in un bosco senza tempo tra violino e sospiri, contrabbasso e synth, un paesaggio antico dove svettano ambientazioni surreali e fantastiche. Ci sono anche due brani cantati a cappella, il primo ĆØ unĀ traditional, āMirie It Is While Sumer Ilastā, una delle più antiche canzoni in lingua inglese e uno dei pochi esempi di musica non liturgica dellāInghilterra medievale della prima metĆ del XIII secolo, che parla della nostalgia dellāestate di fronte allāavvicinarsi del freddo. Lāaltro, āThe Oldest Trees Hold The Earthā, parla del tempo che si allunga tra i rami di esseri secolari nascosti nei boschi ed ĆØ stato composto ad Aarhus, in Danimarca, con la musicista folk di Newcastle (ma di origini danesi) Ditte Elly. “Per me il folk ĆØ un’idea piuttosto ampia. Lo considero un lavoro creativo spesso realizzato ad hoc, fatto con le cose che hai a portata di mano, e il più delle volte nasce da un’etica DIY. Si tratta di canzoni e storie di persone, nel senso tradizionale del termine, ma anche di coding creativo, game design, ecc. Qualunque sia lo sbocco che qualcuno ha per la propria espressione creativa può essere descritto come folk. Sono le cose che facciamo perchĆ© gli esseri umani hanno bisogno di fare cose, e le storie che raccontiamo su noi stessi e sul mondo che ci circonda”. (Jayne Dent) Un assioma coerentemente messo in musica dalla Dent nel gioco delizioso di fermate e ripartenze di āCollideā, nello splendidoĀ loopĀ di synth arricchito da clarinetto, registrazioni di uccelli che cinguettano e percussivitĆ rotolante di una āHeat!ā che a tratti ricorda la miglioreĀ Bjƶrk, nel folk sospeso e sperimentale di āThe God Of Stuck Timeā e āSide Questā ed in quello più ātradizionaleā e psichedelico di āIn Gardensā e āUntil Morningā, questāultima impreziosita dallo splendido flauto dellāospite Sam Partridge. Il brano finale dellāalbum, āScience And Artā, ci mostra di nuovo tutta la gioia e la giocositĆ della creazione sonora:Ā āDita che premono sullāargilla per descrivere una cosa impossibile, per sognare qualcosa di reale. Non perchĆ© abbiamo bisogno che duri, ma solo perchĆ© avevamo bisogno di creareā. RPG ĆØ un disco capace di far innamorare sia chi ama la tradizione sia chi preferisce la sperimentazione: una serie di paesaggi sonori metĆ strada tra antico e moderno, con la una magistrale miscela di radici folk, elettronica e arrangiamenti intriganti, resa ancora più solida e convincente da una voce ricca e piena di sfumature che, anche a livello lirico, riesce a bilanciare elementi ambientali surreali e fantastici con ambienti ordinari e quotidiani. Una splendida sorpresa e un disco di tale profonditĆ sonora che renderlo di difficile collocazione all’interno di un genere definito. E tornando all’inizio, indovinate chi si ĆØ portato Jayne Dent in tour con lui (sia nella versione trio che in quella in solitaria)? Ebbene sƬ, proprio lui: Richard Dawson. TRACKLIST 1. Real WorldĀ 3:25 2. Eye WitnessĀ 3:29 3. Festive DayĀ 3:51 4. Heat!Ā Ā 3:47 5. Mirie It Is While Summer I LastĀ 1:50 6. The God Of Stuck TimeĀ 3:44 7. Side QuestĀ 1:56 8. The Oldest Trees Hold the EarthĀ 3:23 9. CollideĀ 4:18 10. In GardensĀ 4:31 11. Until MorningĀ 3:44 12. Science And ArtĀ 4:47 SPOTIFY YOUTUBE Stefano Share This Previous ArticleUPPER WILDS: Jupiter Next ArticleME LOST ME: RPG [English Version] Comments (0) Leave a Reply Cancel replyYour email address will not be published. Required fields are marked *Your CommentName * Email * Website Δ Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. 3 Ottobre 2023