Home2014ReviewsPONTIAK: Innocence Reviews PONTIAK: Innocence Avevo lasciato i tre barbuti fratelli Jennings (basso), Van (chitarra e voce) e Lain Carney (batteria) nella loro fattoria in Virginia chiedendomi come stessero trascorrendo il tempo. Ebbene, ho scoperto cheĀ non sono mai rimasti con le mani in mano, prima hanno fatto uscire un Ā 7ā² intitolatoĀ Heat LeisureĀ per lāitaliana Bronson Produzioni, poi si sono lanciati nella produzione di un curioso documentario dove insieme agli amici Greg Fox (Guardian Alien, Liturgy) e Steve Strohmeier (Arbouretum, Beach House) hanno riarrangiato a moā di jam session allāaperto le tracce del 7ā² immortalando poi il tutto nel documentarioĀ ‘Heat Leisure Film‘, presentato nellāaprile del 2013 alĀ Chicago International Music and Movies Festival. Ma sapevo e speravo anche che nella suddetta fattoria i miei cariĀ Jennings, Van and Lain stavano preparando lāatteso seguito al fortunato e splendido ‘Echo Ono’ e la curiositĆ era tanta: dove sarebbero andati a parare stavolta? Sarebbero tornati alle lunghe cavalcate psichedeliche come lāEP ‘Comecrudos’ o come la splendida “Panoptica” che chiudeva lāalbum precedente oppure avrebbero continuato ad asciugare i suoni come in gran parte dello stesso ‘Echo Ono’? Registrato tra Gennaio e Settembre 2013 ecco materializzarsi davanti ai miei occhi il nuovo e tanto atteso album dei Pontiak intitolato ‘Innocence’. La risposta alla mia domanda precedente non tarda ad arrivare visto che la title track posta in apertura di album propone poco più di due minuti di riff Zeppeliniani sparati e saturi:Ā āPlease Listen At Maximum VolumeāĀ ĆØ il loro invito scritto chiaro e tondo nella busta del vinile, e come si fa a dar loro torto? La spinta poderosa stoner-psichedelica continua nella spinta sonica del fuzz diĀ “Lack Lustre Rush”Ā con quel rullante ovattato che batte nelle tempie e fa muovere i piedi senza sosta, e con i bei riffoni potenti e saturi diĀ “Ghosts”, un enorme martello stoner posizionato nel deserto che non fa prigionieri. Dopo questo trittico abrasivo e appena passata lāeco dei clangori percussivi e del fuzz martellante, ecco materializzarsi un antico organo Hammond ad introdurreĀ “Itās The Greatest”, mid tempo dal sentore Floydiano che da una parte fa tirare il fiato e dallāaltra tiene sulle spine perchĆ© sembra debba esplodere da un momento allāaltro senza che poi invece succeda.Ā “Noble Heads”Ā ĆØ una ballata dal sapore quasi folk, con la chitarra ben in vista nel finale, bella ma in questo caso forse i 3 fratelli potevano fare qualcosa di più. La “Wildfires”Ā che parte dopo ĆØ unāaltra ballad, corale e maestosa, quasi un tributo agli Stones, da accendini, ma ce ne fossero in giro di ballate così⦠La scaletta ĆØ ben studiata a tavolino, tre brani tiratissimi posti in apertura seguiti da altri tre più morbidi, messi ad hoc per tirare il fiato, prima che si riprenda a spingere sullāacceleratore con unaĀ “Surrounded By Diamonds”Ā dai pesanti riff Sabbathiani e la seguente, ancora sonica,Ā “Beings Of The Rarest”. I saltelli quasi da filastrocca stoner diĀ “Shining”Ā fanno fare la figura dei dilettanti a molte band degli anni ā90 prima che ci si rilassi ancora conĀ “Darkness is Coming”, ballata quasi pop e alquanto Floydiana (stavolta nellāaccezione meno brillante del termine), probabilmente lāunico passo falso dellāintero lavoro, ma in ogni caso si parla di quisquilie. Il basso pulsante e potente apreĀ “Weāve Got it Wrong”, brano conclusivo di un lavoro che conferma i fratelli Carney come band di assoluto rilievo, capace di standard qualitativi elevatissimi, ed in grado di assurgere a status di vero e proprio classico, cosa assai rara nel magma quasi inestricabile che ĆØ la musica del nuovo millennio. Perfettamente in bilico tra deserto e furia iconoclasta alla MC5, tra Stooges e psichedelia, ‘Innocence’ in realtĆ non aggiunge ne toglie nulla a quello che i fratelli hanno giĆ fatto, ma che Dio benedica iĀ PontiakĀ ed il loro meraviglioso mondo rurale dove riescono a proiettare quel rock vero, intenso, potente che cosƬ tanto ancora riesce ad affascinare e a emozionare. TRACKLIST 1.Ā Ā Innocence Ā 2:18 2. Ā Lack Lustre Rush Ā 2:27 3. Ā Ghosts Ā 3:20 4. Ā It’s The Greatest Ā 4:00 5. Ā Noble Heads Ā 2:42 6. Ā Wildfires Ā 3:49 7. Ā Surrounded By Diamonds Ā 2:37 8. Ā Beings Of The Rarest Ā 3:09 9. Ā Shining Ā 2:09 10. Darkness Is Coming Ā 3:16 11. We’ve Got It Wrong Ā 3:00 SPOTIFY VIDEO Stefano Share This Previous ArticleTHE FAT WHITE FAMILY: Champagne Holocaust Next ArticleTHE AFGHAN WHIGS: Do To The Beast Comments (0) Leave a Reply Cancel replyYour email address will not be published. Required fields are marked *Your CommentName * Email * Website Δ Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. 25 Gennaio 2014