Home2023ReviewsRADIAN: Distorted Rooms Reviews RADIAN: Distorted Rooms Tornano dopo sette anni gli austriaci Radian “Distorted Rooms”Ā mostra la grande abilitĆ del trio viennese nel condurci tra elettronica e post rock Photo Cover: Rania Moslam Recensione scritta per OndaRock Vienna, cittĆ bellissima, austera e rigorosa nella sua classicitĆ . La capitale austriaca ĆØ la casa da quasi 25 anni dei Radian, trio formato da Martin Brandlmayr (batteria, elettronica), Martin Siewert (chitarra, elettronica) e John Norman (basso) che torna a far sentire la propria voce dopo sette anni di assenza. Il loro approccio ha marchiato a fuoco la scena europea tra elettronica e post-rock sin dalla fine degli anni ’90, grazie ad un suono spigoloso, cupo, definito nei minimi particolari, ricco di tensioni e silenzi che ha fatto scuola. Un approccio visionario e fantasioso, quello perseguito e realizzato dai tre, che giunge con questo nuovo Distorted Rooms ad un personale vertice compositivo. Il secondo album che vede la presenza di Siewert (e sesto in assoluto), ĆØ uno di quei dischi che va ascoltato prestando la massima attenzione perchĆ© dai solchi escono suoni spesso minimi, dal rumore dei plettri al sibilo latente di un amplificatore che i tre ristrutturano ed elaborano trasformandoli e manipolandoli a volte in modo discreto, spesso in modo più drastico. Il trio in fondo ha sempre amato giocare con i suoni provenienti anche dai gesti più semplici in studio, come l’accensione di un pedale, aggiungendoli a loop elettronici, droni di chitarra e percussioni rotolanti, creando una tensione sonora estremamente avvincente. “Spesso usiamo quella che chiamiamo microfonazione microscopica, rendendo molto forti suoni in realtĆ calmi amplificandoli, e giocando cosƬ con le dinamiche e le aspettative abituali degli ascoltatori in modo creativo. Al contrario, a volte utilizziamo anche suoni molto potenti inserendoli in fase di missaggio in modo più tranquillo” Radian (Photo: Rania Moslam) Grazie a questa ampia libreria sonora e alla capacitĆ creativa del trio, i pezzi vengono formati arrangiando queste microstrutture per poi modellandole ulteriormente grazie a precisi strati di sovraincisioni. Un approccio intelligente di grande creativitĆ che il trio ha perfezionato in questi cinque lustri di attivitĆ e che viene particolarmente tirato a lucido in questo nuovo lavoro sin dall’inizio. “Cold Suns” ĆØ una delle più perfette rappresentazioni della loro visione sonora, con ipnotici droni di chitarra e i suoi ritmi sbilenchi e quasi senza peso che miracolosamente rimangono sempre in piedi. Oppure nel basso quasi funk trattenuto e rilasciato ad ondate di “C At The Gates”, capace di sostenere un brano di enorme ed inquieta tensione emotiva. E se l’elettronica industriale di “Cicada” tra rumorismi dub e stacchi alla Tortoise prima maniera si fa strada giocando con questa contrapposizione sfumata tra uomo e macchina, “Stak” punta su un incessante groove quasi techno-dub, rumorismi ed elettronica per ipnotizzarci e costringerci a tenere il ritmo con il piede. “Skyskryp12”, il brano più lungo del lotto (e uno dei vertici del disco) ĆØ congegnata perfettamente con una chitarra elettrica non amplificata in apertura e una parte centrale capace di accrescere la tensione emotiva che prende il volo nel gran finale, con i tre a creare un muro di suono di grande effetto visionario e melodico. Il finale di “S At The Gates” ĆØ un viaggio in una sorta di foresta incantata, con ritmi dilatati e sorprese sonore che arrivano dagli angoli più disparati, capaci di trafiggerci con il drumming creativo ed elegante di Brandlmayr e con misteriose ed inaspettate creazioni sonore. Il trio si conferma maestro nel manipolare la tensione dinamica, colpendo emotivamente pur giocando in maniera “fredda” con gli strumenti e le dinamiche dello studio di registrazione, come, ad esempio, posizionando i microfoni in maniera creativa e non convenzionale. Distorted Rooms ci consegna i Radian al massimo delle loro possibilitĆ , un lavoro affascinante, elegante e futuristico, dove i tre, senza aver perso nemmeno un grammo di entusiasmo per la loro sperimentazione dopo quasi 30 anni di carriera, ci portano alla scoperta di nuovi universi sonori. TRACKLIST 1. Cold SunsĀ 6:19 2. C At The GatesĀ 6:49 3. CicadaĀ 5:49 4. Skyskryp12Ā 7:55 5. StakĀ 5:20 6. S At The GatesĀ 6:17 SPOTIFY YOUTUBE Stefano Share This Previous ArticleSEASON 18 EPISODE 02: "Dawn Circle" [Podcast] Next ArticleSEASON 18 EPISODE 03: "Now Is Narrow" [Podcast] Comments (0) Leave a Reply Cancel replyYour email address will not be published. Required fields are marked *Your CommentName * Email * Website Δ Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. 31 Ottobre 2023