Home » TOM RAPP (1947-2018) News TOM RAPP (1947-2018) Tom Rapp, proprietario della storica sigla Pearls Before Swine, ĆØ morto a 70 anni E’ stato difficile trovare le poche righe scritte sulla sua morte, anche sui siti specializzati. Quasi nessuno sapeva del tumore che lo ha portato via due giorni fa, l’11 febbraio. Il nome di Tom Rapp resta sconosciuto ai più anche se aveva scritto alcune delle pagine più rappresentative del folk psichedelico con i suoi Pearls Before SwineĀ tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. La sua musica ĆØ stata purtroppo quasi dimenticata. Aveva lasciato il mondo discografico nel 1972 per laurearsi ed intraprendere una nuova carriera da avvocato specializzato nella difesa dei diritti civili. Rapp era riapparso improvvisamenteĀ on stageĀ nel 1997 durante il festival di musica psichedelicaĀ TerrastockĀ con gliĀ Shy Camp, la band dove suonava il figlio. Il festival veniva organizzato a Providence, Rhode Island,Ā daĀ Phil McMullen, editore del sitoĀ TheĀ Terrascope Online, pubblicato da Nick Saloman, leader dei Bevis Frond.Ā Proprio lāetichetta di Saloman, la Woronzow, pubblicò il ritorno discografico di Tom Rapp dopo 26 anni di silenzio nel 1999 con lāalbumĀ A Journal of the Plague Year, che vedeva la collaborazione dello stesso Saloman e di Damon & Naomi. Ma riavvolgiamo per un attimo il nastro.Ā Nella compilazione del primo episodio dellaĀ RNR Time MachineĀ avevo proprio colpevolmente omesso i Pearls Before Swine, uno dei gruppi più interessanti dellāepoca.Ā NelĀ 1965 Tom Rapp, all’epoca cantante folk in cerca di visibilitĆ ,Ā si trasferƬ dalĀ Dakota del Nord dove era nato, aĀ New YorkĀ fondando iĀ Pearls Before SwineĀ insieme ai suoi ex compagni di scuola Wayne HarleyĀ (banjo, mandolino),Ā Lane LedererĀ (basso e chitarra) eĀ Roger CrissingerĀ (piano e organo). Il gruppo non ebbe mai una formazione stabile, lāunica costante fu proprio Rapp, eccentrica mente del gruppo. La band esordƬ per la storica etichetta ESP Disk con un album intitolatoĀ One Nation UndergroundĀ in cui il suo folk psichedelico si rivestiva diĀ misticismo, protesta sociale e malinconia.Ā Il disco fu incredibilmente un best seller per lāetichetta, con circa 200.000 copie vendute.Ā Le prime copie avevano allāinterno un poster raffigurante il pannello dellāinferno del famoso dipinto diĀ Hieronymus BoschĀ Garden of Earthly Delights, un dettaglio del quale appare sulla copertina del disco. Almeno sulla prima tiratura, perchĆ© lāalbum ha avuto svariate ristampe con numerose copertine diverse. Il secondo lavoro del gruppo,Ā Balaklava, stavoltaĀ lo potete trovare nel secondo episodio della RNR Time Machine. Il disco uscƬ nel 1968Ā proseguendo nella direzione dell’esordio, anche dal punto di vista visuale, la copertina infatti ĆØ una riproduzione del Trionfo della Morte di Bruegel il Vecchio.Ā Rapp non andava dietro ai fermenti acid-rock o di rock psichedelico del momento, il suo era un folk onirico, dissonante e surrealista. Prendeva elementi folk alla Bob Dylan (che si vantava di aver preceduto pochi anni prima in unĀ talent contestĀ a Rochester) o alla Leonard Cohen (omaggiato nella cover di “Suzanne”) per trasfigurarli, immergerli nell’acido lisergico e piegarli alla follia dell’uomo, impegnato a sconfiggere i propri demoni e ad intraprendere assurde guerre come quella del Vietnam. Dopo Balaklava il gruppo si disperse, ma Rapp radunò alcuni session men e pubblicò a nome della band altri quattro dischi tra il 1969 e il 1971.Ā These Things TooĀ (Reprise, 1969), The Use Of AshesĀ (Reprise, 1970), City Of GoldĀ (Reprise, 1971), Beautiful Lies You Could Live InĀ (Reprise, 1971) sono tutti di buona qualitĆ anche se nessuno dei quattro riesce a raggiungere la vetta dei primi due album, anche se These Things Too ci si avvicina molto. La magia e l’arte dei Pearls Before Swine sono rimasti sempre in un timido angolo. In pochi negli anni hanno provato ad avvicinarsi, ma nessuno li ha mai raggiunti. L’unicitĆ di Tom Rapp ĆØ un patrimonio musicale da riscoprire e da cui farsi avvolgere. Nota a parte sulla reperibilitĆ degli album, purtroppo non sempre facile. Solo i primi due album hanno goduto nel corso degli anni di ristampe adeguate. L’etichetta statunitense Water ha ristampato gli ultimi quattro capitoli della saga PBS in un cofanetto intitolato Jewels Were The Stars, di difficile reperibilitĆ in Europa a prezzi francamente non proprio popolari. Speriamo che qualcuna delle etichette specializzate in ristampe si prendano carico della straordinaria ereditĆ emotiva della band. Stefano Share This Previous ArticleMisterioso countdown per gli SMASHING PUMPKINS Next ArticleReunion Tour per gli SMASHING PUMPKINS Comments (0) Leave a Reply Cancel replyYour email address will not be published. Required fields are marked *Your CommentName * Email * Website Δ Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. 13 Febbraio 2018