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OMOSUMO: Omosumo

Il trio siciliano degli Omosumo torna a far sentire la propria voce con un album eponimo che esce aĀ due anni dal brillante esordio di ā€œSurfin’Gazaā€…

album ispirato dalla vicenda del Gaza Surf Club e di Surf4Peace, una comunitĆ  di surfisti di diverse nazionalitĆ  (palestinese, israeliana, americana, ecc.) che si ĆØ ritrovato per surfare insieme su un mare che per un attimo ha messo da parte le guerre e gli scontri che non smettono di martoriare quel territorio. Il tour ha portato la band a suonare negli Stati Uniti al South By South West ad Austin, e l’ha vista impegnata sui palchi dei più importanti club e festival italiani. Angelo Sicurella (voce, drum machine, synth), Roberto Cammarata (chitarra, synth), Antonio Di Martino (basso), accompagnati dalĀ violoncellista Angelo Di Mino (giĆ  membro aggiunto nel corso del tour di Surfin’ Gaza) hanno concepito un album che racconta di un viaggio, un esodo “da una condizione terrestre ad una condizione altra” come raccontano loro stessi, con l’intento di rimanere distanti dai riferimenti contemporanei evitando legami diretti alle attuali migrazioni.

I tre hanno preparato l’album in uno stato di quasi totale isolamento,Ā sette mesi reclusi in varie case di campagna disabitate, dove hannoĀ montato il loroĀ studio mobile, lontani da ogni contesto urbano e metropolitano. Il loro suono che ama mescolare strumentazione elettronica e tradizionale ĆØ stato ottimamente mixato dal produttore canadese Colin Stewart (Black Mountain, Sleepy Sun). Chiude il cerchio la splendida copertina che raffigura un particolare dell’opera pittorica di Fulvio Di Piazza “Madre Blu” (olio su tela, 2014), scelta come interfaccia grafica proprio per il linguaggio epico che caratterizza il tratto del suo autore, in assoluta sintonia con i contenuti di questo viaggioĀ ambientato in un Egitto intriso di mistero ed esoterismo, ideale trait d’union con lo scenario dipinto dalle liriche.

Il viaggio oltre i confini umani inizia citando proprio la copertina, con una “Madre Blu” interamente strumentale che scalda i motori dei synth prima di confluire in una “In Cielo Come Gli Angeli” che sembra essere il manifesto della nuova strada intrapresa dai palermitani, un connubioĀ tra pop elettronico e Ā suggestioni etniche, il tutto filtrato dalla sensibilitĆ  melodica italiana. L’incipit di “Un Po’ di Te” accarezza i La Crus di “Dietro La Curva Del Cuore” prima che le onde dei synthĀ prendano il sopravvento con un loop ipnotico.

Ā “Proveremo a nasconderci. Dentro i boschi. Nei ghiacciai, E sapremo disperderci. Come Barche. Negli Oceani”.

“Poco Prima Di Andare” si fa introdurre da un attacco alla Genesis anni 80 prima di svilupparsi compiutamente risultando una delle tracce meglio riuscite dell’album, con i suoi cambi di scenario, i cori che si accavallano ed il mantra finale.

“Prova a prendermi. Non mi troverai. Io ti cercherò”

“Sei rintocchi di campane”Ā ĆØ più scarna, Di Martino svestito dei panni cantautoriali tende le corde del basso, mentre Cammarata tira fuori riff distorti che poi vengono diluiti su un tappeto di synth per un brano di grande tensione emotiva. A volte i tre si lasciano trascinare dall’electropop più accattivante come l’appiccicoso refrain di “TornerĆ  La Polvere”, o dalla deriva elettronica sperimentale su cui galleggiano i pochi versi di “Forse No”. La martellante “Sui Tramonti Di Seth” viaggia sulla barca del dio del caos, del deserto e delle tempeste in uno dei brani più interessanti e camaleontici, ribollente di idee e perfettamente messo a fuoco.Ā Peccato che la stessa cosa non si possa dire delle conclusiva e pasticciataĀ “Sulle Rive Dell’Est”,Ā traccia che risulta confusionaria nonostante l’innesto ai cori di Veronica Lucchesi. Sembra come se nei conclusivi cinque minuti il gruppo avesse voluto mettere insieme tutto il suo armamentario sonoro per terminare il viaggio in maniera memorabile. Ma mettere insieme troppi ingredienti non ĆØ sinonimo di un piatto riuscito, anche se la conclusione non va ad inficiare il risultato complessivo, che ĆØ molto buono a scanso di equivoci.

Il basso di Di Martino ĆØ preciso e risulta essere l’ossatura portante su cui la chitarra di Cammarata sa intervenire in maniera determinante mentre i synth vengono usati in maniera sapiente e molto equilibrata. La psichedelia intesa come viaggio ĆØ evocativa, la tensione emotiva viene incanalata spesso e volentieri sui binari giusti dalla voce di Sicurella, le liriche sono volutamente visionarie, frutto dei mesi di volontario eremitaggio della band. La curiositĆ , la voglia di andar fuori da certi circuiti prestampati da altri, di staccarsi volutamente dai riferimenti sociali e musicali del presente ha prodotto un album estremamente interessante e ribollente di idee che i tre riescono spesso a veicolare in maniera convincente e vivace, proponendosi come fulcro della vivace scena palermitana.

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TRACKLIST

01. Madre Blu Ā 1:16
02. In Cielo Come Gli Angeli Ā 3:27
03. Un Po’ Di Te Ā 4:34
04. Poco Prima Di Andare Ā 4:16
05. Sei Rintocchi Di Campane Ā 3:37
06. TornerĆ  La Polvere Ā 3:41
07. Forse No Ā 3:59
08. Sui Tramonti Di Seth Ā 3:54
09. Sulle Rive Dell’Est Ā 5:04

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SHARON JONES (1956-2016)
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