Home2016PodcastSEASON 10 EPISODE 15: “Don’t Sell Your Dreams” Podcast SEASON 10 EPISODE 15: “Don’t Sell Your Dreams” Bentrovati amici ed amiche di radiorock.to, con il tradizionaleĀ appuntamento quindicinale conĀ SOUNDS & GROOVESĀ che stavolta, ironia della sorte, cade proprio il primo di Aprile. Non c’ĆØ tempo di fare scherzi, perchĆ© il podcastĀ parte col botto grazie al tiro micidiale dei BRAINIAC. IlĀ gruppo di Dayton, Ohio era davvero destinato al grande successo underground, il loro vigoroso indie rock infarcito di synth aveva catturato l’attenzione di Steve Albini e Jim O’Rourke, ma nel 1997 dopo l’uscita delĀ loro terzo album, primoĀ per la Touch And Go, e un tour di supporto a Beck,Ā il destino sotto forma di incidente stradale ha portato via il leaderĀ Tim Taylor. Ascoltare Pussyfootin’Ā aumenta i rimpianti per quello che poteva essere e non ĆØ stato. Abbiamo giĆ parlato della grandezza del fenomeno grunge negli anni 90, e di come si sia integrato nel mainstream. Nel 1994 Mike McCready (chitarrista dei Pearl Jam), incontrò in un centro di riabilitazione dall’alcool e droghe il bassista bluesĀ John Baker Saunders. Una volta ritrovatisi a Seattle, i due vennero raggiunti dal batterista Barrett Martin,Ā degli Screaming Trees. Mancava solo un frontman, McCready chiamò Layne Staley degli Alice In Chains, sperando che lavorare con musicisti “puliti”Ā potesse aiutare anche lui nel processo di disintossicazione. Il processo di scrittura del disco durò appena una settimana, i quattro furono aiutati anche da Mark Lanegan che appare come ospite alla voce in un paio di tracce. Il nome MAD SEASONĀ fu scelto perchĆ© richiamava il momento dell’anno dove crescono i funghi allucinogeni, e le 10 canzoni che compongono l’album intitolato Above, non ricalcano pedissequamente i gruppi di appartenenza dei vari componenti, ma sanno spaziareĀ dall’hard rock al blues. Nella splendida e cadenzata Long Gone DayĀ ci sono le voci di Staley e Lanegan ad inseguirsi, su un tappeto di percussioni dove giganteggia il sassofono diĀ Eric Walton akaĀ Skerik. I tentativi di riunione del gruppo sono naufragati prima con i nuoviĀ problemi di droga di Staley, poi con la morte diĀ Baker Saunders avvenuta per overdose nel 1999. IĀ TV ON THE RADIOĀ sono riusciti a creare un percorso innovativo ma fedele allaĀ tradizione della musica nera, integrandola con nuovi linguaggi elettronici ed alternativi. Dear Science ĆØ il loro quarto album in studio, un lavoro meno animalesco, più levigato, conturbante. Una tensione che rimane sempre controllata, nell’aria, le voci diĀ Tunde Adebimpe e Kip Malone si alternano fluttuando come nella lenta ed avvolgente Stork & Owl. Sebbene non troppo conosciuto, James Thirlwell, australiano trapiantato a Londra, ĆØ davvero uno dei personaggi più grandi della storia del rock. Sotto lo pseudonimo di FOETUSĀ ha dato vita alla sua visione apocalittica della musica, dell’individuo che agonizza schiacciato dall’industria e trova la sua redenzione in un suono magniloquente, deforme, epico, ispirato tanto dal punk quantoĀ da Richard Wagner. Nail ĆØ stato il suo apice creativo eĀ The Throne Of Agony, scandita inesorabilmente in sottofondo dal tema reiterato di Mission Impossible, ĆØ un fulgido esempio della sua prodigiosa e brutale creativitĆ . Sono stati uno dei tanti (ahimĆØ) gruppi che si sono riformati nel corso del 2015, nonchĆØ uno dei gruppi più originali, innovativi ed influenti della storia del rock. I THE POP GROUPĀ nascono in piena era punk, e ne assorbono lo spirito di assalto, rivestendolo con tessiture dub, funk, jazz. Il nome giĆ tradiva il loro sarcasmo innato, la musica e le liriche erano intrise di protesta contro la societĆ . Y esce nel 1979 ed ĆØ una successione di ritmi tribali, singulti, variazioni di ritmo, una tensioneĀ che non viene mai meno, e l’invito di Don’t Sell Your Dreams ĆØ il perfetto invito finale da parte di Mark StewartĀ e compagniĀ a non venderci mai. Andare a rivedere la discografia di Will Oldham ĆØ impresa non facile, moltissimi lavori tra cui ĆØ arduo destreggiarsi tra i moniker di Palace e BONNIE ‘PRINCE’ BILLY. Il mitico fotografo della copertina di Spiderland degli Slint, ĆØ uno dei songwritersĀ più importanti e prolifici d’oltre oceano. Anche Emmett Kelly ĆØ un notevoleĀ chitarrista e compositore, collaboratore anche di molti altri musicisti da Ty Segall a Joshua Abrams, ed autore di album in proprio sotto il nome di THEĀ CAIRO GANG. Oldham e Kelly hanno iniziato a collaborare insieme dal 2006, e nel 2010 ĆØ uscitoĀ The Wonder Show of the World, che non sarĆ il disco più ispirato del barbuto uomo del Kentucky, ma che si fa strada senza troppi orpelli, con una scrittura sempre sicura tra folk e classicitĆ , con le chitarre acustiche dei due a condurre le danze e poche lievi scosse elettriche a solcare un mare quieto. AscoltareĀ Troublesome Houses ĆØ come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Guardi una foto di FIONA APPLE, ascolti le sue canzoni, e pensi “una cosƬ potrebbe avere tutto il music business ai suoi piedi!”, ed invece no, la talentuosa e bella Fiona ĆØ quanto di più distante dal mondo rutilante del red carpet possa esserci, una ragazza con un’adolescenza travagliata e difficile alle spalle, che ha saputo reggere l’urto di un avvenimento che non può non lasciare il segno nella vita di chiunque con grande personalitĆ . Dopo i primi due album che avevano riscosso un gran successo sia di pubblico che di critica, la Apple aveva registrato nel 2003 il terzoĀ Extraordinary Machine, ma la Sony, che si aspettava un elevato riscontro, non aveva gradito la scrittura del disco definita poco commerciale. L’artista, sicura dei propri mezzi ed incurante della multinazionale che aveva bloccato la produzione, distribuƬ l’album in rete. I fans della Apple protestarono sotto la sede della Sony, e l’album uscƬ ufficialmente sul mercato solo due anni dopo. Ā Nel 2012 esce il quarto lavoro intitolato The Idler Wheel… un diario personale, che mostra la maturitĆ di un’artista di straordinaria sensibilitĆ e talento, come dimostra la splendida Werewolf. Uno dei più sarcastici, talentuosi, sensibili, fragili ed introversi songwriters americani si chiamava VIC CHESNUTT. Dopo averci emozionato nel corso degli anni tra gli alti e bassi del suo carattere, minato dall’abuso di alcool, e da una fragilitĆ anche fisica dovuta ad un incidente d’auto che lo ha lasciato sulla sedia a rotelle. Chesnutt nel 2007 unisce il proprio talento a quello di Guy Picciotto dei Fugazi e ai post-rockers canadesiĀ Silver Mt. Zion. Il risultato, North Star Deserter, album che esce per la canadese Constellation, e unisce in modo perfetto il cantautorato dolente di Chesnutt, con la magniloquenza e la forza del collettivo canadese, come nella lunga cavalcata di Debriefing, dove trova spazio anche la chitarra di PicciottoĀ tra partiture solenni e orchestrali, tensione drammatica e il cantato sofferto di un artista meraviglioso che ci manca moltissimo. Con The Courage Of Others, i texani MIDLAKEĀ hanno voluto omaggiare fino in fondo l’amore per il folk celtico del frontman Tim Smith, esagerando un po’ nel vestire tuniche bianche da druidoĀ per la foto di copertina. L’album risulta forse un po’ monocorde, ma di grande impatto lirico, compatto, con ballate vigorose e potenti che si innalzano dai boschi, come questa Winter Dies. Iain David McGeachy, meglio conosciuto come JOHN MARTYN, ĆØ stato un meraviglioso songwriter dall’incredibile talento vocale, capace di spaziare dal folkĀ al blues, dal jazz al soul. Il suo talento, purtroppo, era pari all’amore che provava per la bottiglia, situazione aggravata dal fatto che i suoi primi album, sebbene siano stati rivalutati eccome dalla critica, sono stati davvero un fiasco commerciale. Il successo, come spesso purtroppo avviene, lo trovò parecchi anni dopo, convertendosi al pop di classe. Ma torniamo indietro nel tempo, al 1972, Martyn ha dato da poco alle stampe Bless The Weather, album dove inizia a distaccarsi dal folk tradizionale, sperimentando nuove tecniche di canto e arrangiamenti più ricchi. Di li a poco pubblicherĆ i suoi due capolavori (Solid Air e Inside Out) nel giro di pochi mesi nel 1973. La Island ha stampato un’edizione limitata in solo vinile, diĀ un fantastico concerto di Martyn registrato alĀ The Hanging Lamp Folk Club,Ā nella piccola cripta della St. Elizabeth’s Church aĀ Richmond Hill, Londra. Martyn suonò li accompagnato dalla sua fida chitarra l’8 Maggio del 1972, suonando versioni sperimentali diĀ I’d Rather Be The Devil eĀ Outside In che appariranno nei due album del 1973. Il concerto iniziò con questa splendida esecuzione di The Easy Blues, tratta dal precedente Bless The Weather, la registrazione non sarĆ delle più fedeli, ma ĆØ ancora tanta l’energia e l’emozione che ancora adesso si sprigiona da quei solchi. Ho sempre trovato elegantemente intrigante la mistura sonora propinata dai PIT ER PAT, trio formato daĀ Fay Davis-Jeffers (tastiere e voce), Butchy Fuego (batteria), Rob Doran (basso). Perso per strada il bassista dopo l’ottimo High Time, i due superstiti nel 2010 hanno dato alle stampe The Flexible Entertainer, album magari meno sperimentale del precedente, ma sempre estremamente eccentrico, dove l’utilizzo più massivo dell’elettronica non ĆØ mai sovrabbondante, e dove le ipnotiche tessiture ritmiche di Fuego accoppiate alla voce suadente della Davis-Jeffers danno sempre ottimi riscontri emozionali come nell’obliqua Godspot. Andiamo verso la fine del podcast per trovare le atmosfere oniriche dei THE ANTLERS, la formazione di Brooklyn capitanata da Peter Silberman e capace di tratteggiare e dipingere atmosfereĀ confessionali e di rara profonditĆ sentimentale. Un’atmosfera rarefatta, malinconica e trascendente da cui ĆØ difficile liberarsi, che si appiccica sulla pelle, come nella meravigliosa Hotel, squarciata dalla tromba di Darby Cicci, eĀ tratta dall’ultimo album della band, lo splendido Familiars risalente al 2014. Le strade polverose di un’esistenza difficile e tormentata,Ā hanno consumato i tacchi degli stivali di questo ragazzo texano chiamato MICAH P. HINSON, strade che hanno visto la solitudine, il peccato e la redenzione, strade che hanno ascoltato melodie sognanti, una chitarra cristallina, una voce che si innalza verso il cielo implorando ascolto e chiedendo una cura per le ferite aperte. In Micah P. HinsonĀ And The Red Empire Orchestra, il songwriter texano, fresco di nozze, invoca la pace rivestendo il suo classico songwriting di morbidi tessuti orchestrali, ma anche quando cerca la quiete, Micah flirta a modo suo con il fuoco come in questaĀ The Fire Came Up To My Knees. Il podcast si chiude tornando all’etichetta canadese Constellation, come detto più volte casa madre di moltissimi tra gli artisti più  interessanti della nuova generazione, in bilico tra post rock e sperimentazione, i cui album spiccano per qualitĆ musicale e anche visuale producendo vinili e cd curatissimi nei più piccoli dettagli con inserimento di poster e coupon per il download digitale.Ā Il collettivo di “rock da camera” ESMERINEĀ non fa eccezione, producendo una musica cinematica di enorme suggestioneĀ tra musica da camera, post rock e inserimenti etnici. Il nucleo capitanato da Bruce Cawdron (marimba) e dalla violoncellistaĀ Rebecca Foon per il suo quarto album si immerge nella cultura turca giĆ dal titolo: Dalmak significa infatti contemplare, ma anche immergersi, tuffarsi, e con l’aiuto di vari musicisti turchi che suonano strumenti locali cone bendir,Ā saz e darbuka il gruppo si immerge davvero in un mare di grande creativitĆ musicale, un incantesimo tra etno-folk e post-rock che da i massimi risultati immaginifici della lunga cavalcata diĀ Translator Clos. Anche per stavolta ĆØ tutto.Ā Non mancate di tornare ogni giorno suĀ Radiorock.to The Original. Troverete ogni giorno un podcast, rubriche di approfondimento, il blog comprensivo di nuove recensioniĀ e molte novitĆ come lo split-pod.Ā Siamo anche quasi in dirittura di arrivo per quanto riguardaĀ l’atteso restyling del sito, e per questo (e molto altro)Ā un grazie speciale va a Franz Andreani. Tutte le novitĆ le trovate aggiornate in tempo realeĀ sulla nostra pagina Facebook. Listen / Download on RadioRock.TO TRACKLIST 01. 3RA1N1AC: Pussyfootin’ Ā da ‘Hissing Prigs In Static Couture’ Ā (Touch And Go –Ā 1996) 02.Ā MAD SEASON:Ā Long Gone Day Ā da ‘Above’ Ā (Columbia – 1995) 03.Ā TV ONĀ THE RADIO:Ā Stork & Owl Ā Ā da ‘Dear Science’ Ā (4AD – 2008) 04.Ā SCRAPING FOETUS OFFĀ THEĀ WHEEL:Ā The Throne Of Agony Ā da ‘Nail’ Ā (Self Immolation – 1985) 05. THE POP GROUP:Ā Don’t Sell Your DreamsĀ Ā da ‘Y’ Ā (Radar Records – 1979) 06. BONNIE “PRINCE” BILLYĀ & THEĀ CAIROĀ GANG:Ā Troublesome Houses Ā da ‘The Wonder Show Of The World’ Ā (Drag City – 2010) 07. FIONA APPLE: Werewolf Ā da ‘The Idler Wheel Is Wiser Than…’ Ā (Clean State / Epic – 2012) 08. VIC CHESNUTT:Ā Debriefing Ā da ‘North Star Deserter’ Ā (Constellation – 2007) 09. MIDLAKE: Ā Winter Dies Ā da ‘The Courage Of Others’ Ā (Bella Union – 2009) 10. JOHN MARTYN: The Easy Blues Ā da ‘Live At The Hanging Lamp 8th May, 1972’ Ā (Island Records – 2013) 11.Ā PIT ER PAT: Godspot Ā da ‘The Flexible Entertainer’ Ā (Thrill Jockey – 2010) 12.Ā THE ANTLERS:Ā Hotel Ā da ‘Familiars’ Ā (Transgressive Records – 2014) 13.Ā MICAH P.HINSON:Ā The Fire Came Up To My Knees Ā da ‘Micah P. Hinson And The Red Empire Orchestra’ Ā (Full Time Hobby – 2008) 14. ESMERINE: Translator’s Clos Ā da ‘Dalmak’ Ā (Constellation – 2013) Stefano Share This Previous ArticleFIRE! ORCHESTRA new album: Ritual [Listen] Next ArticleJIM O'ROURKE e FENNESZ : New album [LISTEN] Comments (0) Leave a Reply Cancel replyYour email address will not be published. Required fields are marked *Your CommentName * Email * Website Δ Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. 1 Aprile 2016