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NICK CAVE & THE BAD SEEDS: Push The Sky Away

Se Nick Cave è sempre stato un frontman assolutamente perfetto, talentuoso e carismatico, allo stesso tempo i Bad Seeds sono sempre stati molto più di un semplice gruppo di accompagnamento.

Eppure in questo nuovo ā€œPush The Sky Awayā€ troviamo i Bad Seeds ridotti all’osso dopo l’abbandono da parte di Mick Harvey. Mick era con Cave giĆ  nei Birthday Party e da sempre anche architetto principe degli arrangiamenti e creatore del suono della band. Questo rende la sua assenza ancora più difficile da affrontare rispetto a quella giĆ  ardua affrontata dagli australiani dopo l’abbandono di Blixa Bargled. E non basta il ritorno di Barry Adamson a sopperire a questo vuoto.

Ma c’è un barbuto occasionale Bad Seed che da qualche anno ĆØ a tutti gli effetti il nuovo braccio destro di Cave in tutti i suoi progetti. Il ā€œDirty Threeā€ Warren Ellis ĆØ in perfetta simbiosi con il re oscuro in tutti i suoi progetti: dagli allestimenti per le presentazioni dei libri ai Grinderman, dalle colonne sonore agli stessi Bad Seeds con cui collabora da ā€œMurder Balladsā€ del 1996. Ecco quindi che i loop ed il violino di Warren Ellis portano il nostro lontano dalle impetuositĆ  dell’ultimo ā€œDig!!! Lazarus, Dig!!!ā€ e dei due lavori targati Grinderman, e lo fanno immergere in un oscuro folk blues, con arrangiamenti trattenuti e raccolti ed una corrente elettronica di fondo che riesce a portare a galla le chitarre e gli archi aggiornando il sound degli australiani.

Si parte con ā€œWe No Who U Rā€, tanto dolce nella trama musicale quanto inquieta e sinistra nel testo. Nick Cave e Warren Ellis ci cucinano a fuoco basso, ci assediano lentamente ma inesorabilmente come nei blues ispirati di ā€œJubilee Streetā€ e ā€œHiggs Boson Bluesā€. In ā€œWater’s Edgeā€ il violino di Ellis ci trascina in un vortice che ci fa girare per quasi sei minuti senza inghiottirci mai. La cinematica traccia che chiude le danze e da il titolo alĀ discoĀ conferma in pieno la nuova visione di Nick Cave, forse un po’ fredda per chi ha amato bruciarsi tra le fiamme dei Grinderman, ma allo stesso tempo lucida e lirica, avvolgente e raccolta, come da lui ancora non avevamo sentito.

Sicuramente non il miglior disco dei Bad Seeds, sicuramente non un lavoro seminale, sicuramente non riavvicinerĆ  alle produzioni del nostro i vecchi fan, ma ascoltatelo al crepuscolo in cuffia, potrebbe rapire la vostra anima.

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TRACKLIST

01. We No Who U R Ā 4:05
02. Wide Lovely Eyes Ā 3:40
03. Water’s Ā Edge Ā 3:49
04. Jubilee Street Ā 6:36
05. Mermaids Ā 3:49
06. We Real Cool Ā 4:19
07. Finishing Jubilee Street Ā 4:29
08. Higgs Boson Blues Ā 7:51
09. Push The Sky Away Ā 4:07

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